Il 50° della nostra Scuola "Val Montanaia"
Un viaggio nella memoria. Non per un nostalgico “amarcord” ma per osservare come in un film il percorso scandito dal tempo che la Scuola ha compiuto, con una costruzione graduale e pensata divenendo la realtà che è oggi.
L’avvicendarsi delle esperienze, dei confronti, delle scelte, dei contributi ricevuti e di ciò che è riuscita a trasmettere.
Una scuola di alpinismo è una aggregazione di persone e di idee all’insegna del mondo montagna, dove nell’ambito più ampio della collettività del Club Alpino Italiano alpinisti più esperti si propongono di trasmettere agli altri le proprie conoscenze come contributo di apprendimento e di crescita, spaziando dalla tecnica ai valori umani, sociali, ambientali. La nostra Scuola è stata ed è un punto di incontro e di dialogo, un filo conduttore articolato e dinamico in cui l’avvicendamento generazionale ha accompagnato l’evoluzione delle tecniche e dei nuovi modi di pensare e di vivere il mondo della montagna.
Questo è il vissuto della nostra Scuola, la sua identità.
Ma l’idea di realizzarla muove da più lontano.
Il mio trasferimento a Milano per gli studi universitari mi introdusse negli anni ’50 nel mondo dell’alpinismo lombardo e in quello delle Scuole di Alpinismo del CAI che allora cominciavano a prendere forma e struttura organizzativa. Erano anni di fervore e di entusiasmo, la conquista dell’Everest (1953), del K2 (1954), il superamento di difficoltà alpinistiche sempre più elevate, le imprese di Walter Bonatti, degli Scoiattoli di Cortina, dei Ragni di Lecco.
Cominciammo nel 1963 con il 1° Corso di Roccia al Rifugio Pordenone, punto di riferimento dell’alpinismo pordenonese con l’avallo degli Accademici Cirillo Floreanini e Fabio Masciadri della Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo del CAI, da poco costituita. I corsi si svolgono per dieci anni consecutivi al Rifugio Pordenone, la Scuola inizia a prendere forma e consistenza, assume la denominazione “Val Montanaia”, l’organico degli Istruttori si arricchisce di esperienza e di qualità, negli anni ’70 i corsi si diversificano nelle specializzazioni di roccia, ghiaccio, sci alpinismo, in corsi di base e di perfezionamento.
Conseguono il titolo di Istruttore Nazionale Giancarlo Del Zotto di Alpinismo e Sci alpinismo, Dino Agnolin di Alpinismo, Sergio Fradeloni, Toni Rosso e Gabriele Remondi di Sci alpinismo e di seguito Moreno Todaro e Claudia Colussi di Alpinismo e Riccardo Padesi di Sci alpinismo
Nel 1968 decolla lo sci alpinismo di cui sarà protagonista l’indimenticabile Sergio Fradeloni anche per l’individuazione e la divulgazione degli itinerari sci alpinistici delle nostre montagne, del Monte Cavallo e dell’Alpago. E’ la prima Scuola di Sci alpinismo nella nostra Regione. Al programma dei corsi si affiancano altre iniziative e nuove esperienze. Viene pubblicata una guida innovativa che descrive le trenta gite sci-alpinistiche delle tre Regioni confinanti Friuli Venezia Giulia, Carinzia e Slovenia.
Nel 1982 gli Istruttori della nostra Scuola partecipano alla traversata sci alpinistica delle Alpi, progettata e svolta con la collaborazione delle Associazioni alpinistiche dei Paesi alpini e denominata con un felice richiamo all’ideale europeo “Sci alpinismo senza frontiere”. E siamo agli anni ’90 e all’attualità. Alla direzione della Scuola dopo i venticinque anni di Giancarlo Del Zotto subentrano gli Istruttori Nazionali Dino Agnolin nel 1989, Gabriele Remondi nel 1992, Moreno Todaro nel 1999 tutti ex allievi della Scuola come l’intero organico degli attuali quaranta istruttori. La Scuola viene inserita nei Direttivi regionali e nazionali. Mutano anche le tendenze dell’alpinismo: si va verso una concezione più tecnicistica e più sportiva rispetto all’alpinismo della tradizione storica e classica. Protagonista dell’adeguamento a queste tendenze è certamente l’attuale Direttore Moreno Todaro e con lui Claudia Colussi fra le pochissima donne a conseguire in Italia il titolo di Istruttore Nazionale. Entrambi entrano a far parte della Scuola Centrale di Alpinismo della Commissione Nazionale Scuole. Una collocazione meritata in un contesto estremamente selettivo.
La Scuola riceve con entusiasmo questi apporti, tutti i corsi sono contraddistinti da un elevato livello tecnico; ai settori dell’alpinismo e dello sci alpinismo si affianca l’arrampicata libera, allo sci alpinismo lo snowboard alpinismo. Conseguono il titolo di Istruttore Nazionale di arrampicata libera Dino Marini e Silvio Buzzai, anche loro ex allievi. I corsi di perfezionamento di ciascuna specializzazione escono dalle nostre montagne e approdano ai 4.000 delle Alpi al Monte Bianco, al Monte Rosa, alle falesie attrezzate della vicina Slovenia, della Val d’Aosta, della Francia e della Corsica.
Un’altra opera arricchisce questo patrimonio di esperienze: la realizzazione nella città di Pordenone di una sala boulder e di una palestra di arrampicata indoor. La Scuola ha saputo rinnovarsi sempre senza immobilismi. Un percorso intenso contraddistinto dallo straordinario valore della continuità. Non credo che contino le persone ma il ruolo che hanno svolto e il come lo hanno svolto. Una testimonianza di volontariato autentico e spontaneo.
Il contributo esemplare degli amici che ci hanno lasciato e che sono impressi nella nostra memoria e nella memoria della Scuola.
Come saranno gli allievi della post-modernità?
Cosa chiederanno alla Scuola?
Agli istruttori delle future generazioni il compito di proseguire questo percorso arricchendolo di nuove esperienze, di nuovo obiettivi, di nuove emozioni. Incontreremo Istruttori ed ex allievi al Rifugio Pordenone il 13 e 14 ottobre per una vera festa, per i ricordi, per gli innumerevoli episodi che hanno costellato il passato, per fare ancora progetti.
Giancarlo Del Zotto
























