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La Scuola è nata come un progetto, come un'idea; l'idea di creare un punto di riferimento che raccogliesse le esperienze individuali
dell'alpinismo pordenonese per poterle trasmettere ad altri.
Un filo conduttore vivo e articolato, non solo per l'insegnamento delle tecniche alpinistiche ma, soprattutto, un centro di cultura di
montagna, un punto di incontro e di dialogo.
Un esperimento tutto da inventare, da proporre e consolidare con la speranza della continuità.
Negli anni '50 le Scuole di alpinismo erano agli esordi: programmi di insegnamento essenziali, tecniche di roccia e ghiaccio, qualche materia
culturale. Ma c'era già l'idea di una struttura organizzata che il Club Alpino Italiano poteva estendere a livello nazionale ricevendo il
contributo dell'esperienza dei migliori alpinisti per ridarla agli allievi dei corsi.
Quell'idea è divenuta una realtà straordinaria articolata nelle attuali duecento scuole di alpinismo, sci alpinismo e arrampicata del C.A.I.,
animate da un volontariato tecnico di altissimo livello qualitativo e frequentate ogni anno da oltre diecimila allievi.
L'esperimento pordenonese si è subito inserito in questo contesto anticipando spesso esperienze nuove e consolidando nel tempo la propria
struttura. Quel lontano progetto ha superato il traguardo dei trentasette anni di continuità.
Oltre mille allievi hanno frequentato i corsi di alpinismo, di roccia, di ghiaccio, di sci alpinismo organizzati dalla nostra Scuola.
Oggi, un organico di trenta Istruttori di cui sette con la qualifica di Istruttore Nazionale testimonia la maturità e il livello qualitativo
della crescita.
L'avvicendamento generazionale ha accompagnato l'evoluzione alpinistica: nuove tecniche, nuovi modi di pensare e di vivere il mondo della
montagna.
E ogni corso è diventato per istruttori e allievi un momento di questa evoluzione, un'esperienza emozionante di confronto e di crescita dove la
sperimentazione e il dibattito spaziano dalla tecnica alla riscoperta dei valori ambientali, dai valori storici dell'alpinismo classico alle
specializzazioni sportive.
Ma il tema centrale è sempre la sicurezza.
Il forte incremento dell'afflusso alla montagna che diviene affollamento da collasso nei periodi estivi di punta impone il richiamo alla
preparazione e alla prudenza.
La Scuola oggi propone molto di più del perfezionamento tecnico. Le grandi imprese si sono gradualmente esaurite, la commercializzazione
dilagante sta banalizzando la montagna fagocitandola nel sistema consumistico.
La Scuola offre la riscoperta di un alpinismo ricco di innumerevoli stimoli, aperto a sempre nuove sperimentazioni illuminate dall'autenticità
e dall'apporto delle esperienze individuali.
Ci è sempre caro il nome "Val Montanaia": le montagne della storia alpinistica pordenonese. Montagne fortunate ancora protette dalle
moltitudini e dal frastuono.
Nella denominazione il riferimento culturale e storico di un filo conduttore che ci auguriamo si snodi ancora per lunghi anni.
Giancarlo del Zotto
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